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PERCHE' UNA VISITA CARDIOLOGICA?

26-03-2024 10:11

Poliambulatorio Cura è Vita

CARDIOLOGIA,

PERCHE' UNA VISITA CARDIOLOGICA?

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I cardiologi si occupano di studiare, riconoscere e curare le malattie cardiovascolari, ovvero i disturbi che interessano il cuore e i vasi sanguigni. Le malattie cardiovascolari sono la principale causa di mortalità in tutto il mondo, causando un terzo dei decessi. In particolare incidono nei paesi in cui i controlli e i trattamenti sono meno efficaci rispetto ai paesi più avanzati: lo screening, infatti, è fondamentale perché alcune malattie cardiovascolari si presentano senza mostrare sintomi iniziali. I controlli frequenti consentono di prevenire malattie con esiti importanti e persino mortali come nel caso di infarto e collasso cardiocircolatorio.

Nell’arco della vita, il nostro cuore batte circa un miliardo di volte, senza fermarsi mai sin dal ventre materno.
Grazie ai vasi sanguigni consente di apportare ossigeno a tutti gli organi, garantendone la funzionalità. Per questo è un organo vitale ed è importante farlo controllare e preservarlo dai fattori che lo mettono a rischio di malattie cardiovascolari, alcuni dei quali dipendono anche dalle nostre scelte di vita.
Alimentazione non corretta, sedentarietà, fumo, abuso di sostanze e di alcool, obesità sono alcuni dei nemici che mettono a repentaglio la salute cardiocircolatoria, insieme a cause non modificabili quali età, genere (colpiscono di più gli uomini), stress e fattori ereditari.
Ma quali sono le malattie o le disfunzioni che con maggior frequenza colpiscono il sistema cardiovascolare?

Accidenti cerebrovascolari: ictus, AIT e aneurismi cerebrali

Gli accidenti cerebrovascolari sono disturbi causati dall'ostruzione o dall'improvvisa rottura di un vaso sanguigno all’interno del sistema cerebrale. Ne possono conseguire emorragia o interruzione locale della circolazione del sangue. Stando ai dati ISTAT, questi disturbi sono responsabili di circa il 9% dei decessi in Italia. Essi sono dovuti all'interruzione dell'apporto di sangue al cervello a causa di occlusioni (trombi) dovute a ipertensionediabete e iperlipidemia, disturbi comportati da stili di vita non corretti. I principali fattori di rischio sono fumo, alcool, sedentarietà, diete ricche di grassi e sali. Si tratta dunque di fattori prevenibili.
Altri fattori di rischio sono stress, fattori sociali e fattori ereditari (la familiarità con queste patologie).

  • Gli ictus sono eventi acuti che si manifestano in genere senza sintomi precedenti e possono avere effetti molto gravi. Si presentano in genere con un’improvvisa debolezza o sensazione di torpore a viso, braccia o gambe, di solito da un solo lato del corpo; confusione, stordimento; difficoltà a vedere con uno dei due occhi; afasia (difficoltà nel comporre frasi di senso compiuto o di comprensione del linguaggio); perdita di equilibrio o coordinazione, capogiri; svenimento o perdita di conoscenza; forte dolore alla testa.
    Si può mettere in pratica l'acronimo FAST, che sta per Face (il volto può deformarsi da un lato, per esempio con parte della bocca che si storce o un occhio che si muove in modo innaturale), Arms (braccia: la persona è incapace di alzare le braccia e/o mantenerle sollevate), Speech (linguaggio: la persona non riesce a parlare o lo fa in modo farfugliato e confuso), Time (se si nota uno dei tre sintomi precedenti è tempo di chiamare l'ambulanza immediatamente);
  • Gli attacchi ischemici transitori (AIT o, in inglese, TIA) sono ictus temporanei, infatti sono detti anche mini ictus. Provocano sintomi simili a quelli degli ictus, come disturbo nella capacità di linguaggio e debolezza dei muscoli, ma il loro effetto dura da pochi minuti a poche ore, risolvendosi nell'arco di un giorno. È comunque fondamentale chiamare un medico nel caso in cui si riscontrino questi sintomi, in quanto sta allo specialista valutare la situazione. Inoltre i TIA sono segnali d’allarme: indicano la possibilità di un futuro ictus vero e proprio;
  • Aneurisma cerebrale. Si tratta della dilatazione di una parte di arteria cerebrale provocata da traumi, malformazione dei vasi sanguigni o disturbi vascolari quali ipertensione e aterosclerosi (placche di lipidi che ostruiscono il passaggio del sangue nei vasi sanguigni). La rottura di un aneurisma, che si manifesta con sintomi simili a quelli degli ictus più sensibilità alla luce (fotofobia) ed epilessia, può portare anche a ictus e alla morte.

Visita cardiologica: come avviene e cosa aspettarsi

 

La visita cardiologica inizia dall’anamnesi, una serie di domande grazie a cui il medico apprende elementi utili alla diagnosi. Il dottore s’informa sulla presenza di sintomi legati alle cardiopatie (dolori, respiro affannoso, malessere eccetera), sullo stile di vita condotto dal paziente, sull'uso di farmaci e sulla storia familiare dei disturbi inerenti il cuore o i vasi sanguigni (come malattie cardiovascolari, diabete, ipertensione, colesterolo alto). È necessario essere sinceri a proposito delle proprie “cattive” abitudini ed essere pronti a modificare anche in modo sostanziale uno stile di vita poco amico del cuore. Per restare in salute, infatti, può essere necessario rinunciare ad alimenti che amiamo o, per ridurre i livelli di stress, rallentare i ritmi di una vita troppo frenetica.

A questa prima indagine conoscitiva segue la visita vera e propria, l’esame obbiettivo. Il cardiologo verificherà una serie di parametri utili alla diagnosi: pallore, umore, peso, segni di gonfiore presenti negli arti inferiori. Grazie allo sfigmomanometro misurerà la pressione del paziente. Ponendo una mano sul torace della persona, il cardiologo potrà stabilire la dimensione del cuore, verificando che non sia ingrossato. Palperà l’addome per individuare eventuali ingrossamenti del fegato.

 

Verificherà poi lo stato delle vene e delle arterie tramite una serie di esami. Con lo stetofonendoscopio (stetoscopio) ausculterà i suoni polmonari, quelli cardiaci e quelli dei vasi sanguigni per identificare eventuali anomalie. Con l’ausilio delle dita verificherà il polso arterioso (una variazione di pressione) in diversi punti del corpo (polso, collo, incavo del gomito, ascella, inguine, ginocchio e piede). Con l'oftalmoscopio (una sorta di torcia con lente di ingrandimento) illuminerà l'occhio per esaminare le vene e le arterie retiniche, gli unici vasi sanguigni che è possibile osservare direttamente. 

A questo punto la visita può definirsi completa, e quindi il medico può prescrivere eventuali trattamenti e/o modifiche allo stile di vita, oppure richiedere accertamenti. In base alle problematiche eventualmente identificate dal cardiologo o dalla cardiologa potrebbe essere necessario effettuare uno o più esami.

Come si svolge una visita cardiologica e come ci si deve preparare? Cosa portare?

Non è necessaria una speciale preparazione per questa visita. Occorre soltanto portare con sé i precedenti esami che sono stati effettuati. È consigliato vestirsi in modo pratico per potersi scoprire il dorso e le gambe.
La visita cardiologica è divisa in due parti. 

In primo luogo si ha l’anamnesi, una fase conoscitiva in cui il dottore pone al paziente una serie di domande utili alla diagnosi. S’informa sulla presenza di sintomi legati alle cardiopatie, sullo stile di vita condotto dal paziente, sull'uso di farmaci e sulla storia familiare dei disturbi inerenti il cuore o i vasi sanguigni (come malattie cardiovascolari, diabete, ipertensione, colesterolo alto). 

In secondo luogo effettua l’esame obiettivo, in cui osserva il paziente per individuare pallore o segni di gonfiore nelle gambe, verifica la presenza di eventuali ingrossamenti del cuore (ponendo una mano sul torace della persona) o del fegato (palpando l’addome) e misura una serie di parametri come il peso e la pressione. Per identificare eventuali anomalie nei vasi sanguigni ausculta i suoni polmonari con lo stetoscopio, palpa con le dita i vasi superficiali in diversi punti del corpo (polso, collo, incavo del gomito, ascella, inguine, ginocchio e piede)