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PERCHE' UNA VISITA ALLERGOLOGICA?

28-03-2024 11:02

Poliambulatorio Cura è Vita

ALLERGOLOGIA,

PERCHE' UNA VISITA ALLERGOLOGICA?

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La visita allergologica è fondamentale nei casi in cui si voglia conoscere la ragione per cui si sviluppano allergie, dermatiti ed altre forme di reazioni ad allergeni specifici.

Quando andare dall'allergologo?

La visita allergologica viene effettuata da un allergologo, un medico specialista in allergologia e immunologia clinica, per accertare un’eventuale malattia allergica, individuare l’allergene responsabile, stabilire una terapia adeguata e controllare l’andamento della cura prescelta.

Può essere richiesta quando si sospetta una patologia allergica, come per esempio un’allergia ad alimenti, farmaci, punture d’insetto o pelo di animali, che possono causare asma, rinite allergica (febbre da fieno), dermatiti da contatto, orticaria ecc.

È una visita raccomandata in particolare dopo un episodio di anafilassi (o shock anafilattico), ovvero una reazione allergica acuta pericolosa per la vita, in modo da individuare l’allergene responsabile.

Di cosa si occupa l’allergologo?

L’allergologo è il medico specializzato nella diagnosi e nel trattamento delle malattie allergiche. È preparato per riuscire a identificare i fattori che scatenano le allergie e aiuta i pazienti a gestire i sintomi, a prevenirne l’insorgenza e, se possibile, a curare la malattia.
L’allergia può manifestarsi in qualunque parte del corpo, ma le zone su cui si concentra più spesso l’attenzione dell’allergologo sono il naso, gli occhi, i polmoni, i seni paranasali, la gola, la pelle e la parete dello stomaco. Qui, infatti, che si concentrano le cellule immunitarie che reagendo alla presenza dell’allergene scatenano la risposta allergica.

Quali sono le patologie più trattate dall’allergologo?

Tra le patologie di cui si occupa più spesso l’allergologo sono incluse:

Come si manifesta un'allergia?

I sintomi di una reazione allergica possono essere respiratori, cutanei o gastrointestinali, a seconda del tipo di allergia, e solitamente si manifestano entro pochi minuti dall’esposizione all’allergene. Comprendono starnuti e prurito al naso, costipazione o naso che cola, prurito, arrossamento e gonfiore oculare, lacrimazione, affanno, senso di oppressione al petto, respiro corto e tosse (asma), eruzioni cutanee pruriginose, gonfiore di labbra, lingua, viso, malessere intestinale, vomito, diarrea.

La visita allergologica inizia con la raccolta dei dati anamnestici (stato di salute, familiarità per le allergie, sintomi) e continua con l’esame clinico generale o limitato all’apparato colpito dall’allergia. Quando opportuno, l’allergologo sottopone il paziente a uno o più test allergologici, per determinare quali allergeni sono coinvolti.

Tra questi i più comuni sono:

  • il Prick test cutaneo, utilizzato soprattutto per individuare allergie a pollini e muffe, acari della polvere e pelo di animali, lattice e alimenti. È un test rapido e indolore, che consiste nell’applicazione di una goccia di uno specifico allergene sulla pelle, che viene poi punta proprio in corrispondenza della goccia, in modo che l’allergene entri in contatto con gli strati cutanei superficiali. Dopo circa 15 minuti si valuta la presenza di un’eventuale reazione all’allergene, che si manifesta sotto forma di arrossamento o comparsa di un pomfo;
  • il Patch test, indicato perlopiù quando si sospetta una dermatite da contatto. È un test indolore che prevede l’applicazione sulla pelle del dorso di cerotti (patch) contenenti specifici allergeni. Dopo 48 ore e 72 ore si verifica la presenza di eventuali reazioni cutanee.

Se necessario, l’allergologo può prescrivere ulteriori accertamenti che prevedono il prelievo di un campione di sangue, come il Rast test, che può rilevare la presenza e la quantità di IgE specifiche (anticorpi) per un determinato allergene, o l’Isaac test, che consente l’analisi di numerosi allergeni con un unico prelievo.

In seguito alla diagnosi l’allergologo consiglia, quando possibile, di evitare l’esposizione all’allergene responsabile della reazione allergica. In particolare, in caso di allergie alimentari viene prescritta una dieta che escluda gli alimenti contenenti gli allergeni. 

Inoltre, il medico può prescrivere diversi farmaci, come antistaminici e cortisonici per il controllo dei sintomi allergici, o consigliare l’immunoterapia, che prevede la somministrazione ripetuta di piccole dosi di allergene con lo scopo di “desensibilizzare” il paziente.

Quali sono le procedure più utilizzate dall’allergologo?

Oltre a condurre un’accurata anamnesi e una visita fisica, l’allergologo può chiedere al paziente di tenere un diario dei sintomi, annotando anche gli elementi che potrebbero averli scatenati. Nel caso in cui sospetti un’allergia alimentare può chiedere di compilare anche un diario alimentare e di escludere temporaneamente un alimento dalla dieta.

Fra le analisi che potrebbe prescrivere sono incluse:

I trattamenti prescritti possono includere:

  • una dieta di esclusione
  • l’assunzione di farmaci
  • l’immunoterapia (il vaccino)

L’allergologo indica inoltre come prevenire la comparsa dei sintomi dell’allergia.

Quando chiedere un appuntamento con l’allergologo?

Una visita allergologica è consigliata quando si ha a che fare con sintomi, ad esempio sfoghi cutanei, oppure problemi respiratori, tipici di una possibile allergia. È inoltre bene rivolgersi all’allergologo quando:

  • l’allergia è associata a sinusiti, congestioni nasali o difficoltà respiratorie croniche
  • quando la febbre o altri sintomi dell’allergia colpiscono per più mesi in un anno
  • quando l’assunzione di antistaminici o di farmaci da banco non sono efficaci o scatenano effetti collaterali
  • quando i sintomi interferiscono con le attività quotidiane o riducono la qualità della vita
  • quando si ha a che fare con sintomi che portano a sospettare un’asma grave

In caso di anafilassi è invece bene chiamare un’ambulanza.

Preparazione alla visita allergologica

Per la prima visita allergologica è importante evitare di assumere antistaminici e cortisone, sia per via sistemica, sia per via locale, nei 5 giorni precedenti all’incontro con il medico allergologo. In caso di terapia in corso, è opportuno chiedere consiglio al proprio medico prima di interrompere le cure.

È utile inoltre mostrare all’allergologo tutti i referti di precedenti accertamenti (esami del sangue, test allergici) e l’elenco dei farmaci assunti regolarmente.